Un natale da single, superare indenne le feste

Ci siamo, è iniziato il conto alla rovescia. Fra poche ore, come ogni anno, saremo deliziate dalle solite canzoncine natalizie, dalle decorazioni scintillanti, dai profumi di miele e cannella, ma soprattutto dai servizi di Studio Aperto: Ha già preso i regali? Cosa cucinerà la vigilia? E a Natale?

Quanto ha speso per le decorazioni di Natale? È meglio il rosso o l’argento? Quanti chili ha intenzione di mettere su, e come farà a smaltirli? Per la serie, ma saranno fattacci miei se voglio scofanarmi tre chili di torrone, due capponi al forno, e farmi venire un lato B quanto la Kardashian.

E saranno fattacci miei se le decorazioni, a casa mia, le faccio nere, tié.

Comunque sia, come ogni anno, avremo lo stesso identico tram tram, una vagonata di buoni propositi già delusi in partenza, buonismi come se piovessero, baci bacetti, pacchettini, nastri nastrini. Tutti presi da una strana euforia contagiosa, che provoca sorrisi da paresi facciale e voci da cartone animato, stridule e melense.

Bel periodo, niente da dire, se non che c’è una categoria di persone che in questo periodo dell’anno, ahimé, soffre di una specie di orticaria da esaltazione collettiva, un fastidioso disagio che si protrae fino al sette gennaio e che fa sorgere un impellente bisogno di prendere il primo volo per La repubblica dominicana, e festeggiare Santo Stefano a suon di mojito e treccine colorate in qualche villaggio all inclusive.

Eh già, essere single a Natale è quanto di più sbagliato possa capitarci. A cominciare dall’amica che ti racconta per filo e per segno di come lui, con uno slancio di romanticismo inaspettato quanto sorprendente, le abbia regalato quella borsa (col costo stimato di un rene) che, casualmente, lei aveva visto in vetrina qualche settimana prima.

O la zia che per l’ennesima volta si prodiga in un interrogatorio che neanche in squadra di polizia, cercando di estrapolarti qualsiasi minimo indizio che possa vagamente ricondurti ad una relazione.

Il Natale che non esiste arriva in TV

Per non parlare della televisione. Non dei programmi, bensì di quella serie infinita di spot pubblicitari di un mieloso da far venire una decina di carie anche a Rosamunde Pilcher. Lui, lei, il divano, il cammino, la cioccolata, l’albero di natale, il cagnolino, la musichetta. Roba da mettere a dura prova anche i nervi di una persona felicemente occupata, figuriamoci quelli di una che passa tutto un anno a convincere sé e gli altri di quanto la sua singletudine sia una scelta di vita e no una sfiga colossale. Girare canale, subito, immediatamente.

E il tuo Ex che fine ha fatto?

E in tutto questo il tuo ex che, senza la ben che minima delicatezza, ti sbatte in faccia una serie di selfie con la cerbiatta che giusto che venti minuti dopo averti lasciato ha preso possesso del suo armadio, del suo letto, e di tutto ciò che prima era tuo. “No, sei simpatico, non c’è che dire, tornassi indietro ti lascerei io, in mutande però, bastardo.

E quindi, come superare indenne le feste, senza compiere un omicidio ingozzarsi di nutella fino a perdere i sensi? Non sono poi tanti giorni infondo: organizzatevi con gli amici single, un cinema, una cena, un aperitivo, ogni occasione è buona per farsi belle e sexy. E i giorni della festa, fra un pranzo e una cena, coccolate la vostra vecchia nonnina, la vostra mamma, il nipotino.

Concentrate la vostra attenzione solo sul clima familiare e sul bene che vi lega alle persone che vi sono vicino, senza fissarvi su ciò che non avete o che vi manca. Specialmente se c’è qualcuno nel cuore, questo sarà ancora più tremendo.

Ma il destino riserva sempre, sempre sorprese inaspettate. E quando un treno è perso, ne arriveranno altri cento. Se poi sei stanca, stufa, e non hai più voglia di salire su alcun treno perché, diciamocelo, Trenitalia ti ha decisamente deluso, prova mezzi di trasporto diversi. Ciò che, per un milione di ragioni, hai sempre snobbato, potrebbe rivelarsi un’inaspettata quanto piacevole scoperta.

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